31/05/2008
Criticare è facilissimo: puoi far sembrare orribile persino la cosa più bella del mondo, se sei abile con le parole.
Criticare però è inutile se a fianco della critica non si propongono strategie per migliorare.
"Fai schifo!"
"Fai schifo perché dovresti essere/ fare/ ecc ecc. così"
La seconda critica ha più senso.
La gente giudica, non c'è nulla di male in questo.
La gente giudica per invidia e infarcisce le critiche di odio profondo.
Peggio per gli invidiosi, dico io.
Lo sapete? I sentimenti negativi fanno male prima di tutto alle persone che li provano.
Che vantaggio abbiamo ad odiare?
È vero, a volte non possiamo farci nulla, è più forte di noi, va bene.
Poi però, basta.
Che gusto ci si prova a procurarsi un'ulcera perforante?
Che cosa ci si guadagna a vomitare veleno?
Io non lo so, ditemelo voi.
È più facile distruggere che costruire e chi non sa costruire... beh, distrugge.
E si rode.
Quando si arriva all'insulto stile bambino dell'asilo (sei brutto e
siemo) si è toccato il fondo, ma non ce ne si accorge, soprattutto se si ha una schiera belante di sostenitori decerebrati e lecchini, che hanno paura di essere criticati dal grande dio (autioproclamatosi tale) della critica, che infondo critica non è ma sfoggio di frustrazioni.
Oh, certo, so che tutto non si ama e c'è libertà di opinione,
ma si vede se una cosa è detta perché si crede giusta oppure per sfogare le propria rabbia, credetemi
si vede.
Non c'è nulla di male a confutare una tesi ma dire: "questo non va bene perché sei stupido" mi pare piuttosto infantile.
Non basta aver ottime capacità di linguaggio per criticare, bisogna avere anche delle tesi abbastanza solide o per lo meno credibili.
Se parliamo di gusti, allora no, sappiamo come a volte siano inspiegabili.
Per esempio, a me non mi piace il miele perché è troppo dolce, il motivo della mia repulsione per le cose troppo dolci mi è sconosciuto.
Però non vado dicendo che le api sono cretine perché fanno il miele troppo dolce.